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venerdì 31 gennaio 2020

Cartoline da Catania: La Festa di Sant'Agata

(di Maria Rita Pisano)

Mancano poche ore all'inizio della festa della Santa Patrona della Città di Catania: Sant'Agata. Da oggi al 12 Febbraio sono già programmati eventi per celebrare la Patrona della Città, la ricorrenza di Febbraio è legato al martirio della Santa, mentre, la data di Agosto ricorda il ritorno a Catania delle sue spoglie.

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Le origini della venerazione della Santa, risalgano all'anno del martirio, ovvero al 252. Sant'Agata infatti, si era votata al martirio pur di difendere il suo onore e la sua fede. I popolo catanese fu subito orgoglioso delle gesta di questa giovane che si ribellò al proconsole romano.
In occasione della festa, in tutte le strade principali del centro storico di Catania, vengono istallate delle illuminazioni artistiche che danno una particolare luce di festa a tutta la città.

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Il momento clou sta per arrivare. In città si respira l’aria di attesa dei devoti e di tutti cittadini di Catania. Ma noi ci siamo chiesti: "Quali sono i cibi tipici della festa di Sant'Agata"?

Tra le varie leccornie, tipiche catanesi, siamo stati conquistati da questi 3 piatti: 

  • Cartocciate catanesi
  • Cipolline Catanesi
  • Minne di Sant'Agata
Cosa sono le "Cartocciate catanesi"? Siete curiosi? Ecco come realizzare questo food da passeggio:


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Ingredienti:

1 kg di farina 00
25 g di lievito di birra fresco
25 g di sale
70 g di zucchero semolato
150 g di strutto
500 ml di acqua tiepida
latte e olio evo q.b.
1 uovo 
prosciutto cotto q.b
mozzarella per pizza
passata di pomodoro
olive nere in salamoia

Procedimento:
Sciogliete il lievito in 200 ml di acqua tiepida, contemporaneamente, formate una fontana con la farina e aggiungete poco a poco:  l’acqua con il lievito impastando con le dita. Continuate ad impastare  aggiungendo anche l’altra acqua rimasta. ora, aggiungete lo strutto che preventivamente è stato lavorato con il cucchiaio per renderlo più morbido e continuate ad impastare aggiungendo anche il sale e lo zucchero. Impastate fino all'ottenimento di un composto omogeneo.  Appena ottenuto l'impasto omogeneo, riponetelo in un luogo asciutto e copritelo con un panno. 
Lasciatelo riposare per circa 30 minuti per poi, lavorarlo nuovamente tirando i bordi esterni verso l’interno. Ora lasciatelo riposare per un ora, sempre coperto da un panno per facilitare la lievitazione.
Quando l’impasto sarà pronto, spolverizza  il piano di lavoro con la farina e riponete  l'impasto lievitato. Dividete l'impasto in parti per lavorarlo meglio e stendetelo  con un matterello, ora, con l'aiuto del mattarello stendete la sfoglia fino ad ottenere uno spessore di 2-3 mm. Ponete ora, l'impasto in una teglia dai bordi alti, aggiungete la passata di pomodoro il prosciutto cotto, la mozzarella e le olive nere denocciolate. Procedete alla chiusura della cartocciata, sigillando i bordi con la forchetta e spennellate il preparato con latte e olio sulla superficie. 
Infornate a 200° per circa 15 minuti.



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martedì 19 novembre 2019

Croccante semplice per un dolce natale



(di Maria Rita Pisano)

Per il vostro Natale siete pronti a stupire i vostri amici? Ecco, allora vi aspetto ai fornelli!


Basta un grembiule, delle mandorle e miele rigorosamente siciliano ed il gioco è fatto! Di cosa sto parlando vi chiederete, semplice della minnulata siciliana!



Risultati immagini per torrone croccante alle mandorleLa minnulata è il torrone (o croccante) di mandorla, un grande classico della tradizione natalizia. 

Ingredienti: 400 gr di mandorle, 250 gr di zucchero, un cucchiaio di miele d’arancio, 50 gr di cubetti di scorza di arancia e un limone.


Se preferite che il vostro croccante abbia un tocco rustico e non risulti molto dolce potete scegliere di prepararlo anche con le mandorle con le buccia. 


Nel caso in cui, invece, preferite le versione extradolce allora dovete procedere così:

per pelare le mandorle riempite un pentolino d’acqua, portatela a bollore, spegnete il fuoco, tuffatevi le mandorle e lasciatele sbollentare per pochi minuti. 
Dopo aver scolato le mandorle bagnatele con dell’acqua fredda, asciugatele tamponandole con un canovaccio e procedete alle spellatura. Dovrete pelare le mandorle una per volta.
Dopo tale procedimento, occorre tostare le mandorle per donare croccantezza al torrone.  

Se volete tostare le mandorle in padella per qualche minuto o in forno preriscaldato a 180° per 5-10 minuti, in entrambi i casi mescolandole di tanto in tanto affinché si tostino in modo uniforme.


Un altro passaggio importante per la riuscita del torrone è come sciogliere lo zucchero. Per evitare che lo zucchero diventi pieno di grumi ricordatevi di sciogliere lo zucchero in un tegame con fondo spesso a fiamma bassa senza mai mescolarlo.


Risultati immagini per torrone croccante alle mandorle


Dopo questi passaggi fondamentali, procediamo con la realizzazzione del torrone: 

Aggiungete, dunque, le mandorle solo quando lo zucchero si sarà completamente sciolto e sarà diventato caramello. Amalgamate le mandorle con lo zucchero quando sono ancora calde serve ad evitare che lo sbalzo di temperatura faccia cristallizzare lo zucchero rovinando il torrone. Uno dei metodi utilizzati per aromatizzare il croccante e renderlo più fresco al palato è quello di strofinare le mandorle con un limone.  Dopo aver pelato e tostato le mandorle lasciatele intiepidire. Mettete a scaldare a fiamma bassa il tegame a fondo spesso contenente lo zucchero e, senza mescolare, attendete che si sciolga del tutto.
Aggiungete ora, le mandorle e un cucchiaio di miele .Alzate la fiamma e mescolate continuamente con l’aiuto di un cucchiaio di legno. Anche se inizialmente il composto vi sembrerà troppo compatto, presto inizierà a sciogliersi. Il composto sarà pronto quando possiamo amargamarlo senza troppa difficoltà. A questo punto spegnete il fuoco e aggiungete i cubetti di scorza di arancia ed amalgamateli.
Versate il composto su un piano di marmo oleato o della carta forno leggermente oleata e distribuite lo zucchero in modo uniforme utilizzate una spatola o una paletta di legno.  Quando il torrone si sarà intiepidito,bastano due minuti, potete procedere a tagliarlo in piccoli pezzi della stessa forma. Il segreto per una buona riuscita del torrone è la lavorazione a caldo, infatti se si raffredderà troppo sarà difficile tagliarlo.
Per conservare il crocconte occorre un contenitore di vetro anche per 6 mesi.
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martedì 2 luglio 2019

Mille tentacoli per mille gusti

(di Maria Rita Pisano)

L'estate richiama il pranzo all'area aperta, la spiaggia, la vacanza e il cibo fresco. I ricordi da bambina mi riportano ai chioschi in riva al mare dove si poteva acquistare e degustare uno dei piatti tipici delle cucina siciliana: il polpo.

Il termine polpo ha origine dal latino pōlypus, da una forma greca dorica πώλυπους (pṓlypous) o πωλύπους (pōlýpous), in attico πολύπους (polýpous), probabilmente da πολύς (polýs), "molto", e πούς, (póus), "piede", quindi "dai molti piedi".

Il polpo possiede 3 cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione nel dettaglio. Sfrutta questa abilità sia per mimetizzarsi che per comunicare con i suoi simili. Caratteristica principale è la presenza di una doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli, il che lo distingue dal moscardino che ha una sola fila di ventose. 
Qualche suggerimento su come cucinare questo mollusco? Semplice! Ecco a voi qualche consiglio: 

Polpo all'insalata


Pochi minuti per preparare questa pietanza ricca dei profumi del mare. Basta, infatti, far bollire i polpo per qualche minuto in acqua bollente e una volta cotto condire con: sedano, limone e olio. Il piatto si può servire sia caldo che freddo.


Polpo con patate 

Il procedimento è molto simile al precedente: bollite il polpo e fatelo scolare. In una casseruola preparate 4-5 patata novelle. Appena le patate e il polpo saranno pronti, basta tagliare i due ingredienti a quadrotti e aggiungere del pomodoro ciliegino q.b., delle olive, prezzemolo e uno spicchio d'aglio, sale e pepe.
Il piatto è pronto e si serve freddo. 

Insalata di polpo con patate e pomodorini


Infine, vi suggerisco il Polpo alla Luciana, il cui processo di preparazione è più lungo ma il risultato è ottimo! 

Ecco il "Polpo alla Luciana per i palati più glamour 


Per questo piatto gustoso occorre: 
1 kg di polpo
500 gr di pomodorini freschi
100 gr di passata di pomodoro
 Circa 3 cucchiai d'olio
2 spicchi d'aglio
olive nere, capperi e prezzemolo q.b
sale e pepe q.b.

Procedimento:

Per cucinare questo piatto gustoso occorre pulire il polpo, quando il polpo è pronto riscaldate l'olio con gli spicchi d'aglio ed un pezzetto di peperoncino (a piacere), in una padella dal fondo spesso. Aggiungete il polpo sgocciolato e fategli prendere colore, girandolo.
Appena il polpo cambia colore diventanto rossastro unite gli altri ingredienti e terminate la cottura. 

Bildergebnis für Polpo alla Luciana



sabato 21 luglio 2018

Una ricetta estiva ma non troppo

(di Maria Rita Pisano)

Spesso capita che il nostro frigo sia pieno di verdure e ortaggi che non riusciamo a smaltire nel giorni prossimi. Cosa fare allora? Semplice! Il "Canazzu" siciliano. Si tratta di una pietanza utilizzata spesso come piatto unico, accompagnata con il pane,crostini ecc... Il nome del piatto, probabilmente è dovuto al taglio grossolano dei componenti.Esiste sia la versione invernale che quella estiva.
Ecco la versione estiva di casa mia:

Ingredienti per 4-6 persone:

1 Cipolla bianca, 3 patate; 2-3peperoni:gialli,verdi o rossi. 1melanzane, 2 zucchine genovesi, 6 pomodori piccadilly, basilico, olio d'oliva, sale e pepe.

Procedemento: stufate tutti gli ingredienti con un cottura con aceto all'agrodolce.

martedì 19 giugno 2018

Coccole siciliane

(di Maria Rita Pisano)

La colazione è un pasto importante, occorre dare la giusta carica alla nostra giornata. Spesso, però, il caffè da solo non basta, anzi non aiutata il nostro metabolismo a svegliarsi. Ecco un idea per dolci coccole mattutine con il retrogusto di Sicilia.



Bildergebnis für torta con farina di mandorle senza burro


L'ingrediente segreto è la farina di mandorle.  Per chi ha poco tempo può ricorrere ai sacci commerciali, per chi invece, ha un pò di tempo a disposizione può partire dalla materia prima le "mandorle" rigorosamente Made in Sicily.


Bildergebnis für mandorle


Ingredienti:

4 Uova.
120 Farina 00 e 120 farina di mandorle
180 g Zucchero.80 g Mandorle.60-80 g Olio di semi.50 g di sciroppo zucchero e limone (oppure semplicemente acqua, oppure limoncello, fragolino ecc... a vostra scelta)1 bustina Lievito in polvere per dolci.Versa il composto in una teglia (oliata e infarinata) di 26 cm circa e in forno preriscaldato statico a 180° per 40 min.


150 g Latte di mandorle senza zucchero

Procedimento:

Con le fruste montare le 4 uova. Aggiungete, ora lo zucchero e le farine poco alla volta. Aggiungete il latte,  l'acqua, olio e il lievito.

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sabato 16 dicembre 2017

Le dolci tradioni di Natale a Nicosia


(di Maria Rita Pisano)

Nelle cucine delle nostre nonne, soprattutto per le feste natalizie, era tradizione preparare i dolci natalizi da donare ai parenti e agli amici più cari.

Alberi natalizi pieni di luci e colori, presepi con i pastorelli e il paesaggio innevato e la cucina da cui provengono odori invitanti...ecco l'atmosfera festosa del Natale.

A Nicosia, in provincia di Enna, paesino montano, per Natale si prepara il "nocattolo".

É il tipico dolce natalizio dall'impasto morbido con mandorle sbucciate e tritate, zucchero, limone, cannella e albume d’uovo, viene poggiato sulla pasta frolla spolverizzato di zucchero a velo. 

Un'altro dolce tipico di Nicosia è la rama di mandorle,  il cui aspetto è simile alla corteccia del mandorlo.

Mentre,  i pizzillati,  sempre a base di mandorla ma con l’aggiunta di noci, vino cotto di fichi d’India, marmellata di fichi, uva passa, pinoli, aromi naturali.

Ingredienti per i pizzillati :

Per la pasta:

1 Kg. di farina 00,
3 uova intere e 3 tuorli
1 bustine di vanillina
400 gr. di zucchero
½ bicchiere di latte
6 gr. di ammoniaca
400 g di zucchero
5 tuorli d’uovo
1/2 bustina di lievito per dolci
Scorza di un limone grattugiata

Per il ripieno:
500 gr. di mandorle tritate ed abbrustolite
500 gr. di uva passa
50 gr. di cacao o cioccolato a pezzi
1 Kg. di marmellata di fichi

martedì 12 dicembre 2017

Lucia,la Santa amata dai siciliani



(di Maria Rita Pisano)

Domani sarà il 13 Dicembre, giorno importante per molti siciliani, si festeggia Santa Lucia "  “ù jurnù chi ù curtu cà c’è in tuttu l’annu”.

Dal giorno 13 Dicembre, infatti,  si apre il periodo del lento incremento della luce diurna e annuncia la fine dell’oscurità invernale, esso è l’equivalente del detto: “La cchiù longa nuttata chi ci sia”.


 Il nome Lucia, rappresenta il femminile di Lucius (Lucio) che significa “promessa di luce”, i credenti, infatti, invocano il nome Lucia come protettrice della vista e della sanità degli occhi.

Santa Lucia, patrona di Siracusa di cui a dato i natali viene venerata in diversi paesi delle  della Sicilia ed in particolare di quella palermitana.

A Palermo, in questo giorno in cui si celebra la Vergine siracusana, si ricorda un vetustu avvenimento, che la Santa implorata dai palermitani esaudì facendo arrivare nel porto un bastimento carico di grano.
Si narra che il popolo palermitano, da diversi mesi di carestia, non molirono il grnon solo per risotti,sformati ma, soprattutto per le golose arancine (o arancino che dir si voglia ) ripiene di carne, spinaci , burro e altre varianti

lunedì 20 novembre 2017

Comfort food: coccole di salute

(di Maria Rita Pisano)


Uno dei piatti del "confort food" di questo periodo sono le zuppe.Calde, con verdura e legumi di stagione ci riscaldano quando le temperature si abbassano.


La ricetta che propongo oggi è una coccola di salute: legumi e curry 


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Ecco una ricetta semplice,veloce e leggera :

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Ingredienti:

300 gr di legumi misti a vostra scelta tra ceci,cannellini,borlotti e piselli secchi

3 cipollotti 

Curry q.b
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Procedimento: 

Ammollate 300 gr di legumi misti  per circa 8 ore.
Tagliate finemente 3 cipollotti. Cuocete i legumi in acqua salata, unite il soffritto di cipollotti,un pizzico di curry e fate cucinare per 20 min.

Versate i legumi scolati in 4 coccottine e sploverate di pangrattato,aggiungete brodo e infornate a 200 gradi per 5 min. Se preferite potete servire il piatto come una semplice zuppa.

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domenica 5 novembre 2017

La "dolce mela" di Biancaneve

(di Maria Rita Pisano)

La famosa favola di Biancaneve, dei fratelli Grimm, ci ricorda che la "mela" porta con sè un significato culturale antichissimo, in cui la mela è il frutto che si dona alla donna più bella.
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La bellezza è l'oggetto della domanda indimenticabile della strega: "specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?"
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Le mele, dal colore rosso intenso, dalla forma tonda e dal gusto inconfondibile è l'ingrediente principe della ricetta. Le mele da utilizzare però sono quelle delle varietà "cotogne".

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Il melo cotogno è una pianta della famiglia delle rosacee, il cui nome botanico è cydonia oblonga. Si tratta un piccolo albero, di circa 5 metri di altezza.


Ingredienti per la dolce mela di Biancaneve :

1Kg di mele cotogne mature, 700 gr. di zucchero (da preferire quello di canna), 1 bustina di vanillina e il succo di 1 limone.

Procedimento:

Per la preparazione della confettura di mele cotogne, occorre pulire bene le mele, lavarle e asciugarle accuratamente. Tagliate a quadrotti la mela senza togliere la buccia, privandola solo del torsolo.
Immergete le porzioni tagliate in una ciotola con acqua e una fettina di limone, in modo tale da non farle annerire.
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Quando tutte le mele saranno togliate, fatele sgocciolare bene e mettetele in una pentola aggiungendo due bicchieri d'acqua. Fate cuocere a fuoco medio fino ad ottenere un composto morbido.
Trasferite il composto in un passaverdure per settarciarle e riponete la polpa così ottenuta di nuovo in pentola. Ora, aggiungete lo zucchero, la vanillina e fate cucinare a fuoco lento mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando il composto sarà liscio, aggiungete il limone e fate cucinare per altri 5 min.
Abbassate il fuoco al minimo e versate la confettura bollente in vasetti sterilizzati e riponeteli in un piano a testa in giù, a fine di permettere una corservazione della confettura più a lungo.


Se volete ottenere simpatiche formine di cotognata, basta far asciugare un pò il composto e versare la confettura nelle formine in silicone precedentemente bagnate.

Lasciate ora riposare le formine per circa mezza giornata. Il risultato sarà :



Immagine correlatamarmellata pronta

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domenica 27 agosto 2017

Sagra Ciauru di astrattu: la sagra del pomodoro essiccato

(di Maria Rita Pisano)
Si rinnova ad Aspra, nel palermitano, per il terzo anno, la Sagra Ciauru ri astrattu - Cultura e tradizioni” a cura dell’Associazione Culturale Altura.
Anche quest’anno l’appuntamento è presso il litorale palermitano, giorno 28 Agosto.

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 La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Altura, che si occupa di riqualificazione e promozione del territorio e vuole celebrare la tradizione della maestria dell’astratto, la conserva siciliana per eccellenza. Il territorio di Aspra sarà lo scenario di un grande laboratorio a cielo aperto in cui 15 donne stenderanno ad essiccare il succo di pomodoro sulle antiche tavole di legno, le “maidde”, secondo gesti lenti e sempre uguali che si susseguono da generazioni. Il sole con i suoi raggi caldi e persistenti farà asciugare il pomodoro e durante la seconda fase della giornata, si procederà con la raccolta del preparato nello “scanaturi”. 
Alla manifestazione parteciperà Bonetta Dell’Oglio, chef palermitano, madrina della manifestazione che si metterà in gioco, nella preparazione di alcuni piatti siciliani a base di “astratto”.
 “Questa manifestazione nasce per far conoscere una tradizione antica eppure sempre attuale nelle nostre borgate - dice Rosellina Mantini, presidente dell’associazione Altura - un sapere tutto al femminile che si tramanda tra le generazioni e che noi vogliamo celebrare e mettere in risalto. Per questo abbiamo scelto come testimonial della manifestazione la chef Bonetta Dell’Oglio che per noi traccia un segno di ideale continuità in queste tradizioni che esistono solo grazie al lavoro delle donne”.

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Nel pomeriggio si farà il punto sul tema cultura e tradizione come volano di sviluppo del territorio. L’argomento sarà il fulcro attorno al quale ruoterà l’incontro-dibattito “Il pomodoro incontra il mare. Cultura, tradizione, salute e sviluppo del territorio”, che sarà curato dall'Istituto per la Dieta Mediterranea. 
Nel corso della giornata, turisti e visitatori interessati potranno prenotare un tour di Aspra che prevede un giro tra le attrazioni culturali e paesaggistiche con visita alla settecentesca villa Sant’Isidoro dei marchesi De Cordova, la visita all’Arco Azzurro a Mongerbino e la visita al museo delle acciughe dei fratelli Balistreri, luogo straordinariamente suggestivo che mette insieme le tradizioni legate alla pesca e alla trasformazione del pesce azzurro con le tecniche dell’industria conserviera. In alternativa si potrà effettuare il tour “Aspra dal mare”, con escursione via mare sulle prue latine, organizzato dalla associazione Comunità marinara Aspra. 
Per tutto il giorno, inoltre, si potranno degustare prodotti biologici e delle aziende ittiche del territorio ed assistere alla preparazione dei piatti della tradizione, il tutto con l’accompagnamento musicale di varie band e spettacoli itineranti che si daranno il cambio sul lungomare di Aspra.
La partecipazione del pubblico alla degustazione serale sarà a pagamento al costo di 15 euro e comprende 4 degustazioni gastronomiche e 4 degustazioni di vino. L'intero incasso verrà devoluto, come ogni anno, in beneficenza. La manifestazione è interamente finanziata dagli sponsor ed è organizzata con il Patrocinio gratuito dell’assessorato regionale all’Agricoltura e del Comune di Bagheria, in collaborazione con la Pro-loco di Aspra e la partecipazione dell’Idimed. 
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Il programma e dettagli
Ore 7.30: Spremitura e stesura del pomodoro sulle maidde.
Ore 10: “I prodotti biologici del contadino”, mercatino di prodotti biologici del territorio con la partecipazione delle aziende ittiche di Aspra.
Ore 11: Accoglienza visitatori e turisti con spremuta di limoni a cura del Tychè e di Bar Lorenzini del Lungomare.
Dalle 16 alle 18: “Il pomodoro incontra il mare”: presso il Museo dell’Acciuga dei fratelli Balistreri (Strada Comunale Cotogni, 86, 90011 Bagheria, Palermo), si terrà l’Incontro-dibattito sul tema "Il pomodoro incontra il mare. Cultura, tradizione, salute e sviluppo del territorio" moderato da Francesca Cerami, direttore dell’Istituto Idimed. Interverranno Nicola Francesca, referente del Corso di laurea “Scienze e Tecnologie Agroalimentari”dell’Università di Palermo, Luigi Rotondo, presidente dell’Associazione Coltivare Bio Naturale, Mario Puccio, vice presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Palermo, Laura Elici, referente Condotta Slow Food Palermo, Salvo Tosi, direttore Gruppo di Azione Locale Metropoli est, Gaetano Lombardo, Responsabile marketing Sanlorenzo Mercato, Claudio Ambrosecchio, Presidente UET Palermo.
Ore 17: Raccolta dell’astrattu.
Ore 19.30: Marco D’Aleo - Fuor.ri.Terr.A. e la sua ‘Nciova, performance teatrale in movimento.
Ore 20: Degustazione dei piatti a base di estratto di pomodoro preparati da cuochi dei ristoranti del territorio: Mogavero, Colapisci, Corallo, Sapori di Mare, I Compari, Ricci e Capricci, Antica focacceria, Donna Concetta, Bitta Ristrò, Bistrò 144, Verci, Bar del Lungomare. In abbinamento, i vini delle aziende vinicole siciliane Benanti, Tasca D’Almerita, Planeta, Duca di Salaparuta, Baglio di Pianetto, Rallo, Nicosia, Vini Mortilla, Alessandro di Camporeale, Abbazia Santa Anastasia, Principi di Corleone, Riofavara, Sibilliana, Terre di Gratia, Miceli, Vini Marino e del birrificio Kimiya.

Nel corso della serata si esibiranno i Castellana Folk, i Kimolia Street Band, gli Orchestra Vertical Stage e i ragazzi del Circ’Opificio che eseguiranno un flash mob acrobatico dedicato agli chef, Orchestra Vertical Stage.

sabato 29 aprile 2017

Psr Sicilia: pubblicata la sottomisura 8.1

(di Maria Rita Pisano)

La sottomisura 8.1 del Psr Sicilia è  “Sostegno alla forestazione e all’imboschimento”.


La dotazione finanziaria del bando, che rappresenta una quota parte delle risorse pubbliche in dotazione alla sottomisura, è pari a euro 30.000.000,00, di cui FEASR euro 18.150.000,00. La sottomisura 8.1 si applica all’intero territorio regionale.
I beneficiari della misura pubblicata, sono le aziende private ed enti pubblici titolari della gestione dei terreni interessati.

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 Il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale con il presente bando, definisce le modalità e le procedure connesse all’attuazione della sottomisura 8.1definisce le modalità e le procedure connesse all’attuazione della sottomisura 8.1.
 La sottomisura è finalizzata all’imboschimento di terreni agricoli e non agricoli allo scopo di contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla difesa del territorio e del suolo, alla prevenzione dei rischi naturali, alla depurazione e regimentazione delle acque ed alla tutela e conservazione della biodiversità. 
Le procedure attuative della Sottomisura 8.1, sono contenute nelle “Disposizioni Attuative parte specifica” approvate con il DDG n° 1595 del 05/12/2016.
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 “Trenta milioni di euro per il sostegno agli interventi di forestazione e imboschimento in tutto il territorio regionale. Pubblicato il bando della sottomisura 8.1 del Psr.” Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
“ Saranno finanziati interventi di imboschimento in terreni agricoli e non agricoli, allo scopo di conservare la biodiversità, contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, intervenire  nella prevenzione e nella difesa del territorio e del suolo.
I beneficiari saranno aziende private ed enti pubblici titolari della gestione dei terreni interessati dagli interventi – continua Cracolici.
Trenta comuni siciliani saranno supportati dall’assistenza tecnica dell’Esa (Ente Sviluppo Agricolo) per la presentazione dei progetti collegati alle sottomisure 8.1, 8.3 ed 8.4 sulla forestazione.
Nei prossimi giorni pubblicheremo, aggiunge Cracolici, il bando 6.1 sui giovani agricoltori, complessivamente 235 milioni di euro, stanziati in collegamento tra diverse misure (4.1, 6.4A, 8.1) per insediare con questo primo bando circa 1.000 nuove aziende agricole e favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo siciliano".



mercoledì 19 aprile 2017

Novità per l'etichetta del latte e derivati

(di Maria Rita Pisano)
L'etichette degli alimenti sono la carta d'identità del prodotto che troviamo sul mercato. In essa sono contenute informazioni nutrizionali, sulla conservazione del prodotto, scadenza  e varie informazioni utili al consumatore. 

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Da oggi, giorno 19 Aprile, scatta l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte per utilizzo e il confezionamento dei prodotti lattieri caseari.
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Le novità in etichetta riguardano le indicazioni circa Paese di mungitura del latte e il Paese di condizionamento e trasformazione del latte.
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Il ministro delle politiche agricole e forestali, in una nota ufficiale, ha comunicato che l’entrata in vigore delle nuove indicazioni in etichetta su tutte le confezioni di latte vaccino, ovicaprino e di altra origine animale per i derivati del latte, entrerà in vigore giorno 19 aprile 2017. 
Il ministro Maurizio Martina, in una dichiarazione ufficiale riferisce che: "Questo è un traguardo storico per il nostro Paese che ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. Siamo da sempre in prima linea nella costruzione di politiche di massima informazione e trasparenza nei confronti di chi acquista prodotti agroalimentari e questa scelta lo dimostra. Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo. I cittadini, infatti, devono essere informati per poter scegliere consapevolmente cosa mettere a tavola. Questo vuol dire tutelare il Made in Italy, il lavoro dei nostri allevatori e fa crescere una vera e propria cultura del cibo.
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La nostra battaglia in Europa quindi non finisce qui. Andiamo avanti collaborando ancora con la Commissione per rafforzare sempre più gli strumenti a disposizione e affermare così un modello distintivo di qualità ed eccellenza." 


domenica 2 aprile 2017

Stagione delle fave

(di Maria Rita Pisano)

La pianta delle fave ha origine nell’Asia Minore è da secoli coltivata non solo per l’alimentazione umana ma, utilizzata anche per gli animali.


Il nome scientifico delle fave è Vicina Vicia faba L. o Faba vulgaris e appartengono alla famiglia delle Fabaceae. 
La
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Le fave sono piante erbacee annue, posso raggiungere 70-140 cm di altezza, presentano un fusto eretto e grosso. Per l’alimentazione, le fave, possono essere consumate sia cotte che crude. Dopo aver tolto il tegumento che avvolge il seme, posso essere essiccate, per una conservazione più lunga.
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Le fave secce, in cucina, non richiedono un periodo di ammollo preventivo, vanno direttamente immerse in acqua bollente o cucinate a vapore.  

Le fave contengono tanta acqua, fibre, proteine e scarsi contenuti in grassi.

 La ricetta a base di fave e finocchetto selvatico è un piatto tipico di stagione, dove odori e sapori si esaltano dal connubio di semplicità del piatto stesso.
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Ecco la ricetta per il "macco a modo mio"

Ingredienti per 4 persone:
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·  500 gr. fave, 1 cipoll3, 2 carote (facoltative), 1 costa di sedano, 1 mazzetto di finocchietto selvatico,  olio d'oliva, sale e pepe

·
Procedimento: 

Prendete una pentola capiente, metteteci le fave ed aggiungete la cipolla, le carote(facoltativa) e la costa di sedano. Aggiungete anche un mazzetto di finocchietto selvatico pulito e sciacquato.
Aggiungete il sale e lasciate cuocere le fave a fiamma bassa per 3 ore circa, fin quando le fave non saranno completamente cotte.

A questo punto, frullate tutto con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema liscia.


Se volete potete aggiungere la pasta per un primo piatto veramente goloso!

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